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Saranno i lavoratori dipendenti e i pensionati, quelli che normalmente presentano il modello 730, ad avere a disposizione per la prima volta, nel 2015, la dichiarazione precompilata.

Un fatto definito con termini, mirabolanti, trionfalistici, riservati ai grandi eventi della storia: “rivoluzione epocale”, “ fatto eccezionale”, “ un cambiamento profondo dei rapporti tra fisco e contribuenti”, “grande successo del Governo” e avanti di questo passo! Il Decreto legislativo (Dlgs), varato dal Consiglio dei ministri il 30 ottobre 2014 riguarderà circa 20 milioni di italiani. Si tratta di coloro che hanno redditi da lavoro e redditi aggiuntivi (come la casa) conseguiti nel 2014 e che possono detrarre o dedurre le spese previste dalla legge. Questi contribuenti troveranno parzialmente i propri conteggi fatti direttamente dal Fisco.

Infatti l’Agenzia delle Entrate, mediante un’apposita unità di monitoraggio che riceve e gestisce i dati dei flussi informativi, precompilerà la dichiarazione del contribuente avvalendosi di dichiarazioni di reddito precedenti; Cud forniti dai sostituti di imposta; oneri deducibili e detraibili forniti da banche, poste e assicurazioni e soggetti terzi. Sono escluse per il 2015 le spese sanitarie.

La dichiarazione precompilata non verrà mai inviata ma inserita nel cassetto fiscale e resa disponibile direttamente al contribuente, online. L’accesso per il cittadino potrà avvenire sul sito internet, con le medesime modalità previste nel rapporto con l’Inps, cioè richiedendo, tramite una procedura, l’apposito Pin, o delegando ad accedervi il proprio sostituto d’imposta o il Caf o il professionista abilitato.

Per la “rivoluzione” i tempi sono brevissimi: poco più di tre mesi. I sostituti di imposta dovranno essere solleciti più che mai nel trasmettere i loro dati (anche perché se comunicassero in ritardo i redditi da lavoro e le trattenute, sarebbero sanzionati con 100 euro per ciascun lavoratore). L’Agenzia dovrà compilare celermente i moduli, con i redditi e le detrazioni, in modo da rendere disponibile la proposta online entro il 15 aprile.

Il cittadino potrà accettarla così com’è, oppure modificarla, rettificando i dati e aggiungendone altri. Potrà farlo da solo, o tramite il datore di lavoro che presta assistenza fiscale, o tramite i Caf e i professionisti abilitati. Ma tutto deve finire entro il 7 luglio, data ultima per procedere all’invio della dichiarazione.

Diciamo che i tempi tengono conto dei rimborsi Irpef sulla busta paga, ma richiedono una sincronizzazione eccezionale di tutti i soggetti che interferiscono sulla dichiarazione dei redditi del contribuente. Il nostro Paese non ha mai brillato né per la celerità né per il sincronismo delle varie amministrazioni pubbliche. Farà parte anche questa efficienza della “rivoluzione” alla quale ci accingiamo ad assistere?

Una corsa alla semplificazione che lascia però irrisolti parecchi problemi, primo tra tutti proprio l’auspicata, vera, semplificazione degli adempimenti fiscali, l’annoso tema della giungla delle aliquote e delle detrazioni e deduzioni, e che non chiarisce chi fa cosa. Ci si chiede se il Governo miri a rendere moderno e tecnologicamente avanzato il rapporto cittadino-fisco, ma soprattutto a eliminare quel flusso di circa un milione di comunicazioni che annualmente avvengono direttamente tra contribuente e Fisco, spazzando via contemporaneamente il “fantasma Equitalia”?

La conferma che il nostro dubbio non sia campato in aria ce la dà lo schema pensato per il rapporto cittadini-Caf. Il contribuente affida la documentazione al Centro di assistenza fiscale, che diventa di fatto per lui l’unico interlocutore con il Fisco per la sua dichiarazione. Essendo già affidato al Caf anche il giudizio sulla congruità della dichiarazione stessa (visto di conformità apposto sulla dichiarazione), il contribuente è liberato da future responsabilità in fase di eventuale accertamenti. Ecco il meccanismo messo in atto per evitare il fantasma succitato.

La conseguenza certa è che i Caf sono pesantemente chiamati in causa, più di prima, nel sistema sanzionatorio, con l’assunzione esclusiva del rischio economico in caso di visto infedele, sempre che non vi sia un ravvedimento con comunicazione al contribuente e all’Agenzia, entro circa tre mesi successivi alla scadenza del 7 luglio.

L’operazione che il governo ha messo in piedi ci pare da una parte “molto rumore per nulla” perché non affronta il cuore del problema, cioè semplificare il sistema fiscale che va ingarbugliandosi sempre di più, con una tempistica allucinante, mettendo a dura prova cittadini, imprese e l’intermediazione fiscale. La tassazione del 2014, con tutte le incertezze del quantum e del quando pagare, è emblematica della sofferenza di un sistema fuori controllo. Non è il 730 precompilato che dà risposte a questo problema.

Per superare la quantità di comunicazioni e di contenzioso tra fisco e contribuente, gestito da Equitalia, che tanto ha fatto discutere e tante polemiche ha suscitato, si è pensato bene quindi di scaricare sul sistema di intermediazione le responsabilità di ogni cosa, anche la totale assunzione dei rischi economici dell’infedeltà delle dichiarazioni. Ciò significa che il Caf si sostituisce al contribuente nel risarcimento del danno erariale (imposta + sanzione + interessi) in caso di infedeltà della dichiarazione, salvo il caso di dolo del contribuente.

Per infedeltà della dichiarazione, infatti, non è necessaria la malafede del contribuente o dell’intermediario, basta un errore di digitazione, ad esempio, che procuri un beneficio, come il credito d’imposta non dovuto in quella misura, al contribuente
Operazione per di più fatta in economia, riducendo progressivamente, negli anni, le risorse ai Caf, spina dorsale dell’assistenza fiscale, che dovranno affrontare una grande richiesta di informazione, impegnarsi ancor di più nella formazione degli operatori e rispondere di errori e danni economici.

Ma se veniamo al merito della decantata operazione “730 precompilato on line”, inviteremmo ad abbassare i toni trionfalistici.
Il primo problema è quello dell’informazione all’utenza. Poi pensiamo al percorso agli ostacoli che il contribuente dovrà affrontare per accedere alla sua dichiarazione online. Infine, aspettiamo con ansia di verificare le sinergie e le banche date dialoganti che serviranno alla precompilazione del 730, per il rischio di veder comprimere successivamente i tempi delle dichiarazioni elaborate dai Caf.

In questo sito ci impegniamo a monitorare la vicenda della dichiarazione dei redditi e dei lavoratori e dei pensionati, predisposta per la prima volta dal Fisco e di informare, orientare, sollecitare e sostenere gli utenti nei loro adempimenti fiscali.

CAAF CGIL NAZIONALE