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Durante l’audizione parlamentare del 2 marzo 2016, l’Agenzia delle Entrate ha precisato, fra le altre cose, che “uno degli obiettivi da perseguire è un modello di centralità del cittadino… in ottica di semplificazione degli adempimenti” in una interazione sempre più efficace fra pubblica amministrazione, cittadini e imprese.
Intento ed enunciazione in alcun modo contestabile, più volte è stata esalta la rivoluzione epocale della semplificazione e razionalizzazione del sistema fiscale.
Al riguardo possiamo prendere ancora una volta l’esempio del 730 precompilato: è strumentale che passi l’idea che la precompilazione sia un regalo dell’Agenzia delle Entrate, come se lo sforzo dell’inserimento dei dati e della loro correttezza fosse a suo carico. E’ bene sapere che al momento, invece, tutto il lavoro grava su soggetti terzi e il processo grava su Caf e professionisti, che se modificano i dati pre-caricati, rispondono in caso di eventuali errori per le sanzioni, gli interessi e le maggiori imposte dovute dai contribuenti.
I contribuenti, peraltro, allo stato attuale, non sono quasi mai in grado di verificare la completezza e la correttezza dei dati pre caricati, perché vi è una complessità di casistiche, dovuto a una normativa che resta molto complessa, che rischia di far perdere somme a chi ne ha diritto e di omettere obblighi che generano poi sanzioni.
Strano modo di procedere questo, semplificare complicando. Si sappia, infine, che come ha intimato l’Agenzia delle entrate, in caso di controlli, “chi non collabora, conoscerà il lato oscuro degli accertamenti”.