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In gioco non ci sono finanziamenti al sindacato, ma fondi impiegati per svolgere un’attività delegata dallo Stato di tutela e servizio gratuito ai cittadini

“Se hanno bisogno di noi, non possono pensare di prenderci a schiaffi. L’anno scorso abbiamo sopportato, questa volta tutto sarà molto diverso”. Chiede mobilitazione e promette battaglia Susanna Camusso, segretario generale della Cgil che il 26 ottobre a Cremona ha concluso la settima edizione degli Stati generali della Cgil lombarda.

Nella sua analisi della legge di stabilità, Camusso ha tra l’altro concentrato l’attenzione sui tagli previsti per i centri di assistenza fiscale (100 milioni) ed i patronati (48, che andrebbero ad aggiungersi ai 35 dello scorso anno). “È chiaro che ci sarebbero problemi molto pesanti per continuare l’attività. In gioco non ci sono finanziamenti al sindacato, ma fondi impiegati per svolgere un’attività delegata dallo Stato di tutela e servizio gratuito ai cittadini. Tutti sanno che senza di noi il sistema andrebbe al collasso, a meno che non si pensi di scaricare sui cittadini costi insopportabili”.

Ma i punti critici della legge di stabilità non si fermano qui. Mancano provvedimenti per il Mezzogiorno e le pensioni, non ci sono scelte di investimento, ha proseguito Camusso, delineando un quadro complessivo nel quale il sindacato “è sotto attacco nella sua stessa ragion d’essere di soggetto di rappresentanza sociale”.